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Le attività millenarie della Sardegna: li formaggio e il vino / Sardegna / Gavoi (NU)
Le attività millenarie della Sardegna
La coltivazione della vite e l'attività casearia sono, in questa regione, di origine antichissima. Basti pensare che ben due vitigni, il Nuragus e la Vernaccia, furono quasi sicuramente introdotti dai Fenici e che il Nasco risale ai Romani; la Malvasia è di origine bizantina, il Monica fu importato dai Camaldolesi, il Canonau, il Girò, il Torbato furono impiantati nel 500 dagli Aragonesi. Solo il Vermentino ed il Trebbiano sono di recente introduzione. La carta geografica dei vini ci può, dunque, raccontare molte cose su un passato di dominazioni e si intreccia inoltre con la complessa storia dell'autonomia sarda, tanto che negli Statuti del Libero Comune di Sassari del 1200 già si legiferava in merito alla viticoltura. Eleonora d'Arborea, nella "Carta de Logu" della seconda metà del XIV secolo, dedicava molti articoli alla produzione vinicola, oltre che a quella dei formaggi, e gli stessi Savoia, in secoli più recenti, non disdegnavano certo i vini sardi. Ma una Vernaccia, una Malvasia, un Vermentino od un rosso Monica non possono essere gustati appieno se non in compagnia di qualche straordinario formaggio sardo, le cui tecniche di produzione si perdono nella notte dei tempi, come ci testimoniano le statuette nuragiche spesso raffiguranti pastori o milioni Al tempo dei Romani, che pure combatterono a lungo questi popoli, il commercio di formaggi con l'odiato nemico era assai fiorente e tale continuò ad essere attraverso tutte le dominazioni fino ai Piemontesi che cominciarono ad occuparsene in termini più moderni e produttivi. Oggi la produzione, ancora artigianale, attuata direttamente presso piccole aziende pastorali con tecniche sostanzialmente inalterate, è rappresentata meritatamente da tre grandi DOC esclusivamente di latte ovino: il Fiore sardo, a pasta dura cruda, dal sapore forte o piccante, che, se stagionato oltre i tre 'mesi, può essere anche grattugiato, come ben sanno i Genovesi che lo usano da sempre nel pesto; il Pecorino Romano, qui importato nell'800, ed il Pecorino Sardo, dolce o maturo a seconda del tempo di stagionatura. Un compendio indispensabile per questi saporiti formaggi ed il buon vino: il pane sardo, un prodotto di varietà di forme, di sapori e di tecniche di lievitazione e di cottura che ha dell'incredibile anche nello straordinario panorama di pani delle regioni italiane!
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